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Israele, i Gentili e la Chiesa

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La salvezza di ogni peccatore dipende da come il credente si pone nei confronti di un Uomo: Gesù.

Egli è Dio, il Figlio di Dio Padre, che è venuto corporalmente nell'umanità per la potenza dello Spirito Santo, concepito nel grembo di una giovane donna di nome Maria.
In questo è stata adempiuta la promessa di Dio a Eva, la prima donna dell’umanità.
"E io (Dio) porrò inimicizia fra te (Satana) e la donna (Eva), e fra il tuo seme e il seme di lei; esso ti schiaccerà il capo, e tu ferirai il suo calcagno" (Genesi 3:15).

Il popolo Ebraico, in cui Gesù è nato, riveste un ruolo importante nel contesto di questa affermazione di Dio.
È un popolo che forma una nazione distinta da tutte le altre.
Quando la Bibbia parla di “nazioni” (anche tradotto “Gentili”), intende tutte quelle che non appartengono alla stessa nazionalità di Gesù.
I discepoli non vedevano alcuna differenza tra l’essere mandati “nel mondo” (Marco 16:15) e “in tutte le nazioni” (Matteo 28:19); le due espressioni erano per loro sinonimi.

Il mondo, come gruppo di nazioni, distinte tra loro da una lingua, ha avuto inizio subito dopo il Diluvio universale all'epoca di Noè (Genesi cap. 10 e 11).
Quindi Dio ha formato una nazione completamente nuova per sé; e come suo fondatore ha scelto un uomo di nome Abramo, che era membro di una nazione Caldea, e risiedeva in Ur.

Alla nuova nazione, in seguito chiamata Israele, Dio ha dato come eredità eterna il loro territorio costituito per loro dimora (anche questo con il nome di Israele), compreso nel patto (un accordo indissolubile) che Dio ha stipulato con Abramo:
E il Signore disse ad Abramo...tutto il paese che tu vedi, io lo darò a te e alla tua discendenza per sempre” (Genesi 13:14-15).

Guarda ora verso il cielo e conta le stelle, se le puoi contare...così sarà la tua discendenza. 
Ed egli credette al Signore, che glielo mise in conto di giustizia” (Genesi 15:5-6).
Il versetto sei sottolineato è la promessa a cui fa riferimento Romani 4:3.
Abramo ha creduto alla promessa, ed è quindi diventato il padre di tutti quelli che credono e che sono giustificati per fede (Romani 4:11; 5:1).

Alcune conseguenze degli aspetti fisici della promessa di Dio ad Abramo possono essere visti ogni giorno nelle notizie televisive.
In oltre, se da una parte nazioni e imperi antichi (Assiria, Persia, le antiche Grecia e Roma, etc.) sono scomparsi; dall'altra, Israele è nuovamente presente nella sua terra (anche se solo in una parte del territorio originario).

Il collegamento tra la Chiesa e Israele
La “Chiesa” o “Corpo di Cristo” è l’unione di tutti quelli che sono giunti alla Salvezza nel Signore Gesù Cristo risorto.
Questa unione è stata realizzata alla croce, e confermata con l’effusione dello Spirito Santo, prima sugli Ebrei a Gerusalemme (Atti 2), e in seguito sui Gentili a Cesarea (Atti 10).
Queste due effusioni indicavano che la barriera tra Israele e le altre nazioni (Atti 10:28) è stata abolita alla croce (Efesini 2:15).

Israele è stato lo strumento tramite cui il progetto di Salvezza per l’umanità si è realizzato (Romani 9:4-5), ed è custode della legge, dei patti, e delle promesse.
Gesù ha affermato alla donna di Samaria che “la salvezza viene dai Giudei” (Matteo 4:22) e alla donna di Fenicia ha detto: “Non è cosa buona prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini” (Matteo 15:26).
Il Nuovo Patto di salvezza: “...Metterò la mia legge nella loro mente e la scriverò sul loro cuore”, è stato promesso prima a Israele (Geremia 31:31-34), e poi è stato esteso ai Gentili (Ebrei cap. 8 e 9).

La croce di Gesù rende accessibile la Salvezza e i suoi benedici a tutte le nazioni del mondo.
La croce ha rotto il muro di separazione tra Giudei e Gentili; permettendo a quest’ultimi di condividere le benedizioni dei Giudei (non di privarli delle loro benedizioni).
In Cristo non c’è né Giudeo né Greco (Gentile)” (Galati 3:28); e “In te (Abramo) tutte le famiglie della terra saranno benedette” (Genesi 12:3).

L’apostolo Paolo esprime così questa verità: "Eravate in quel tempo senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d’Israele ed estranei ai patti della promessa, non avendo speranza ed essendo senza Dio nel mondo. 
Ma ora, in Cristo Gesù, voi che eravate lontani siete stati avvicinati per mezzo del sangue di Cristo. 
Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due popoli uno e ha demolito il muro di separazione" (Efesini 2:12-14).
La Chiesa è l’unione, in Gesù, di due popoli: i Giudei e i Gentili. Paolo la definisce: "...dei due, un solo uomo nuovo" (Efesini 2:15).
La Chiesa è un corpo, non due (Efesini 4:4).

I due alberi
L’unione di tutte le persone che sono in Gesù, senza riguardi alla loro nazionalità, è rappresentata dalla VERA VITE (Giovanni 15:1-8).
I credenti sono i tralci (i tralci della vite, tutti della stessa specie); attaccati alla Vite che è Gesù.
Ma l’unione specifica in Gesù degli Ebrei con i Gentili è rappresentata dall’ULIVO (Romani 11:15-36).
Anche l’ulivo è figura di Gesù, ma con l’enfasi sulla sua nazionalità.
La Vite enfatizza la sua umanità (internazionalmente).

Perciò, nell'Ulivo i Gentili nati di nuovo sono i “rami selvatici” (stranieri) innestati; mentre gli Ebrei nati di nuovo sono i “rami naturali”.
Non tutti, ma solo alcuni dei rami naturali sono stati troncati; e in un futuro, non molto lontano, molti rami naturali (gli Ebrei odierni) saranno di nuovo innestati (Romani 11:17-26).

Uno studio di John Kidd

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