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L'invenzione di Gerusalemme città santa dei musulmani

In Palestina l'Islam è arrivato secoli dopo la nascita e lo sviluppo del Cristianesimo, dove tra l'altro, in sintonia con gli scritti sacri della Bibbia, assieme agli Ebrei, quella terra ha un posto rilevante nella devozione dei fedeli, riconoscendone anche un ruolo escatologico. 

Dopo l'arrivo dei musulmani, l'Islam ha preso "in prestito", oltre le terre, anche le figure escatologiche inerenti ad esse, come riportato nelle sacre scritture ebraiche e cristiane. 

Maometto era analfabeta, ma apprese le credenze dell'ebraismo e del cristianesimo da altri, e spesso, nella stesura del Corano, ha confuso alcuni fatti e credenze riportate nella Bibbia. 

Ad esempio, nel Corano viene identifica Miriam, la sorella di Mosè, come la Maria, la madre di Gesù. 

Anche riguardo Gerusalemme, sebbene non appaia nemmeno una volta nel Corano, l'Islam vede la città come un ruolo centrale nel "tempo della fine", cosa che viene riportata solo in alcuni hadith (cioè tradizioni stabiliti da Maometto o dai capi a lui seguiti).


Un hadith che ha fortemente influenzato il pensiero musulmano su Gerusalemme riguarda il presunto mitico viaggio notturno di Maometto alla "masjid al haram al aqsa" (la “moschea più esterna”).  

Tutti i suoi primi seguaci capirono chiaramente che si trattava di una certa moschea in Arabia (che allora rappresentava la massima estensione del dominio islamico), tuttavia, circa una generazione dopo la morte di Maometto, la dinastia omayyade di Damasco, perdendo il controllo di La Mecca e, di conseguenza, il suo lucroso commercio di pellegrinaggi a favore di un califfo rivale di Baghdad, a scopo lucrativo, hanno elevato Gerusalemme a città santa, attirando lì pellegrini musulmani. 

Così, dal nulla, hanno decretato che al Aqsa - la moschea più lontana - si trovava sul Monte del Tempio a Gerusalemme.

Questa falsa affermazione divenne la fonte della venerazione islamica di Gerusalemme nel corso dei secoli, elevando la città a terzo luogo più sacro dell'Islam. 

Eppure non tutte le correnti del pensiero islamico accettano questa visione alterata, poiché sanno che è un hadith secondario, che non ha avuto origine con Maometto o dai suoi "compagni più stretti". 

Così, per esempio, la maggior parte degli sciiti considerano Najaf in Iraq (dove il loro fondatore Alì morì in battaglia contro i sunniti) e Qom in Iran (dove il dodicesimo imam scomparve e riapparirà come Mahdi) più sacre di Gerusalemme.

Eppure, da quando Gerusalemme è tornata nelle mani degli ebrei, in tempi moderni, la città è diventata improvvisamente importante, di primaria importanza per i musulmani sunniti e sciiti di tutto il mondo: dal Marocco all'Indonesia e anche nelle città occidentali, niente infiamma di più i musulmani degli ebrei che 'dissacrano' la santa moschea di al Aqsa a Gerusalemme. 


Questa passione ardente per Gerusalemme è anche ispirata da un altro hadith chiave sugli insegnamenti della Supremazia islamica e del Trionfalismo.

Quando i seguaci di Maometto arrivarono per la prima volta fuori dalla penisola arabica nel settimo secolo, conquistarono territori, sottomettendo popolazioni ad Allah e al loro profeta con il zelo (fanatismo) religioso che imponeva l'Islam come rivelazione superiore all'ebraismo e al cristianesimo (presenti allora in quei territori) e, siccome (secondo loro) gli ebrei e i cristiani avevano falsificato parti delle loro rispettive scritture, hanno avuto la presunzione di restaurare le verità, corrette attraverso il Corano. 

Così si sono sentiti come l'avanguardia per una religione superiore e che Allah li aveva destinati a governare supremi sul mondo intero.

Quei primi eserciti musulmani godettero davvero di un grande successo, ma alla fine non riuscirono a conquistare il mondo. 

Tuttavia rimase la convinzione che un giorno l'Islam avrebbe trionfato su tutte le altre religioni e avrebbe governato in tutta la Terra. 

Non è chiaro esattamente quando ciò accadrà, ma un certo hadith sostiene che ci sarà una guerra perpetua tra musulmani e infedeli, specialmente ebrei, fino al giorno del giudizio, e che quel giorno non arriverà finché i musulmani non combatteranno e massacreranno completamente gli ebrei.

Questo hadith afferma espressamente: “L'Ora [della Resurrezione] non verrà finché non combatterete gli ebrei. L'ebreo si nasconderà dietro pietre o alberi. Le pietre o gli alberi chiameranno: 'Oh musulmano, servo di Allah, c'è un ebreo dietro di me, vieni e uccidilo'. Tranne l'albero di Gharqad".


Negli ultimi decenni, leader e religiosi palestinesi hanno ripetutamente citato questo testo relativo alla battaglia della fine dei tempi contro gli ebrei per alimentare la jihad contro Israele. 

Questo hadith è stato invocato anche dal Gran Mufti di Gerusalemme nominato da Fatah, ed è scritto parola per parola nella Carta di Hamas. 

Anche il defunto capo dell'OLP Yasser Arafat ha posizionato il popolo palestinese come la tribù di musulmani che un giorno sarebbe destinata a guidare il mondo islamico nella sconfitta finale degli ebrei, inaugurando così il Giorno del Giudizio.


La verità è che è stato estremamente difficile per il mondo musulmano accettare che gli ebrei dovessero riprendere il controllo di Gerusalemme: come si può permettere che una delle città più sante dell'Islam cada nelle mani di un popolo detestato che segue una fede inferiore? 

Pertanto, molti musulmani sono disposti a intraprendere una guerra santa per Gerusalemme, e i palestinesi sfruttano la loro posizione per ottenere sostegno, simpatia e finanziamenti da vari parte del mondo. 

I leader palestinesi descrivono persino la loro lotta nazionale contro Israele come il colpo finale della guerra perpetua che i musulmani devono condurre contro gli ebrei.

I palestinesi stanno giocando la carta 'Gerusalemme' da circa 100 anni, con grande efficacia, hanno trasformato la moschea di al Aqsa a simbolo centrale del nazionalismo palestinese e punto di riferimento per milioni di musulmani di tutto il mondo. 

Oggi ci sono in realtà tre fazioni palestinesi che competono, lottando tra loro, nella difesa di al Aqsa: Fatah, Hamas e il poco conosciuto movimento Tahrir. 

Hezbollah, in Libano e in Siria, l'Iran e la Turchia, e molti altri elementi islamici sono pronti per la stessa battaglia su Gerusalemme, mentre le Nazioni Unite, la Corte Penale Internazionale e parte della comunità internazionale, nel volere sostenere tale causa, contribuiscono, però a complicare maggiormente la situazione.

Eppure, la Bibbia afferma che negli ultimi giorni Dio trarrà tutte le nazioni contro una Gerusalemme restituita agli ebrei e che lì giudicherà e umilierà le nazioni (Zaccaria 12:1-9).

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