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Gli ebrei messianici - Origini e caratteristiche generali

Vi sono degli ebrei cristiani, che credono che Gesù è il Messia d'Israele e che, continuando a dirsi ebrei e condividendo la fede cristiana, non vogliono "cambiare religione". 

Gli ebrei messianici

Situazione difficile, perché, per le autorità rabbiniche, loro non sono più ebrei, e per i cristiani delle chiese tradizionali non sono veramente cristiani, perché non si considerano obbligatoriamente cattolici, protestanti o ortodossi. 

In effetti, se non ci fossero stati degli ebrei che avrebbero riconosciuto nell'ebreo Gesù il Messia d'Israele, non ci sarebbero mai stati dei cristiani, dei gentili cristiani. 

Sono stati necessari quegli ebrei che vivevano 2.000 anni fa in Galilea per dire: "Colui di cui è scritto nella legge di Mosè e nei Profeti, noi l'abbiamo trovato: è Gesù, figlio di Giuseppe, di Nazareth" (Giovanni 1:45). 

Anche oggi degli ebrei, e per di più in Israele, scoprono e riconoscono Gesù come Messia d'Israele e desiderano condividere la loro esperienza alle persone intorno a loro.

Anticamente venivano chiamati "giudeo-cristiani", oggi loro si fanno chiamare "ebrei messianici". 

Nei primi secoli della nostra era, i giudeo-cristiani, chiamati prima "nazarei" e poi "cristiani", erano considerati come una parte di quella molteplicità di aspetti del giudaismo, cioè della fede ebraica dell'epoca, e molto presto furono espulsi dalle sinagoghe

In effetti, dopo la distruzione del Tempio nel 73 d.C, i farisei eliminarono tutte le "sette" ebraiche.  

Nei secoli seguenti gli ebrei che abbracciarono la fede cristiana si integrarono nelle varie chiese dei vari posti ove risiedevano, perdendo la loro identità ebraica per la Sinagoga, venendo accusati di cambiamento della religione. 

Questa realtà è sempre attuale nel popolo ebraico; generalmente i rabbini asseriscono che un ebreo che si converte ad un'altra religione rompe ipso facto la sua appartenenza al popolo santo di Dio. 

Anche le varie chiese cristiane non erano esenti da pregiudizi nei confronti dei credenti ebrei, di fatto facevano distinzione tra Israele e la Chiesa. 

Infatti già nei primi secoli dopo Cristo nelle chiese sono stati banditi i vari riferimenti all'ambiente religioso ebreo come la circoncisione, lo Shabbat, le feste ebraiche, etc.. 

In era moderna, nel 1813, in Inghilterra, dei cristiani di origine ebraica, per differenziarsi dai cristiani delle nazioni, fondarono l'associazione "Benei Abraham" (Figli di Abramo); in seguito, nel 1865, la "Unione cristiana ebraica", formata da ebrei, che per la loro origine e la loro fede in Gesù Messia d'Israele si consideravano i successori dei primi discepoli. 

Nel 1866 queste due associazioni si unirono, formando la "Alleanza cristiana ebraica".  

Negli Stati Uniti si fondò la "Alleanza cristiana ebraica americana" con la stessa visione di riunire i cristiani di origine ebraica e di annunciare il Messia agli ebrei. 

Nel 1930 queste due Alleanze si fusero in "Alleanza cristiana ebraica internazionale", i suoi membri si differenziavano dai classici cristiani per la loro pratica vicina all'ebraismo. 

Nel 1939 erano circa 100.000, raggruppati in assemblee autonome, numerose soprattutto negli Stati Uniti, e a poco a poco arrivarono a farsi chiamare "ebrei messianici". 

Questo termine sottolinea nello stesso tempo la specificità dei credenti usciti dall'ebraismo e il loro desiderio di accentuare la continuità senza rottura con la loro origine; non si considerano come ebrei convertiti,  ma come ebrei compiuti o ebrei credenti. 

Nel 1965 questa alleanza diverrà la "Alleanza Internazionale degli Ebrei Messianici" (IJMA). 

Gli ebrei messianici sono molto attenti alle profezie e alla loro realizzazione nella storia contemporanea, vedono nella creazione dello Stato d'Israele nel 1948 il ritorno degli esiliati, nella vittoria israeliana del 1967 e nella riunificazione di Gerusalemme un "segno dei tempi" (Luca 21:24) che annuncia la Seconda venuta del Messia

Il gruppo più conosciuto, anche se minoritario e molto controverso, i "Jews for Jesus", agisce in due direzioni: aiutare i cristiani a ritrovare l'origine della loro fede e annunciare agli ebrei il Messia. 

In Israele 

Nel 1948 arriva in Israele un anziano medico coloniale, ebreo di nascita, Zeev Koffsmann, il quale, durante il suo mandato in Costa d'Avorio era entrato in contatto con una chiesa pentecostale e aveva, insieme a sua moglie, riconosciuto Gesù come il Messia d'Israele, ma continuando a considerarsi in tutto e per tutto come ebreo. 

Durante la Seconda guerra mondiale, si sente spinto ad andare in Israele per fondarvi un'assemblea messianica: "L'assemblea messianica ha lasciato Gerusalemme nel 70 d.C. con il popolo ebraico nel momento dell'esilio, e vi è ritornata con il popolo nel 1948", diceva. 

E' a lui che si deve il termine "messianico" per caratterizzare gli ebrei che credono in Gesù. 

Nel 1950 fonda la "Assemblea messianica di Gerusalemme", con il desiderio di far rivivere la Chiesa primitiva, restituendo alla fede cristiana la sua vera origine e il suo stile di vita ebraico: Zeev pensava che in avvenire gli ebrei messianici sarebbero stati un ponte tra l'ebraismo e il cristianesimo. 

Altre assemble nascono poi nel paese, formate all'inizio da immigrati, soprattutto dall'Europa. 

Nel 1973 si contano 7 assemblee in Israele, con circa 1.000 membri, ebrei e non ebrei. 

Nel 1986 sono 3.000, ma è soprattutto negli anni 1990 che questo movimento s'ingrandisce grazie all'arrivo di immigrati dall'ex URSS. 

Nel 1999 circa 5.000 messianici si riuniscono in 69 assemblee e 12 gruppi familiari; nel 2008 ce n'è una ventina, senza contare i gruppi familiari. 

Attualmente il numero degli ebrei messianici in Israele è valutato da 6.000 a 10.000. 

Profilo delle assemblee 

Le assemblee contano tra 20 e 250 membri, ciascuna di esse indipendente, aventi dei propri profili, storie, visioni, pastori, credi, teologia, etc.. 

Tuttavia, anche se sono molto variate, hanno dei tratti comuni sia nella teologia che nella preghiera e nella pratica; tutte mettono l'enfasi sulla Seconda venuta del Messia.

Quasi tutte le comunità messianiche adottano il calendario ebraico, si riuniscono nel giorno di Shabbat, celebrano le feste di pellegrinaggio, Pessach (Pasqua), Shavuot e Succot, feste istituite da Dio (per rendere concreta la Sua presenza e la Sua protezione su Israele). 

Per loro, Gesù è venuto a compiere queste feste: è a Pessach, festa dell'uscita dall'Egitto, che Gesù è morto e risuscitato; è a Shavuot (Festa delle settimane), che si festeggia il dono di Dio della Torah, che lo Spirito Santo è disceso sui discepoli; e per alcuni Succot (Festa delle capanne) è la festa della nascita di Gesù e per altri il periodo della sua Seconda venuta. 

Festeggiano anche le altre feste ebraiche istituite dal popolo, come: Purim, Hanukah, e la festa dell'Indipendenza. 

Certe feste cristiane hanno origine nelle feste ebraiche, ma ad alcune è stata cambiata la data ed altre non sono affatto celebrate. 

Tutte queste assemblee sono molto attente alla situazione politica del Paese, credendo che Dio è parte attiva nello svolgimento degli eventi della nazione, applicando fermamente la pratica della preghiera e dell'intercessione. 

Le profezie, molte delle quali sono prese alla lettera, sono un punto cardine della loro fede. 

Come tutti gli altri ebrei, circoncidono i loro bambini maschi con il cerimoniale Bar Mitzva, o al Muro del pianto, o nel proprio locale di culto: ogni ragazzo deve sentirsi in tutto e per tutto ebreo e israeliano. 

Nella maggior parte delle assemble il culto si svolge in ebraico, spesso con traduzioni simultanee in russo, in inglese, in tedesco e francese, in base ai presenti, perché i nuovi immigrati non padroneggiano a sufficienza l'ebraico, e spesso ci sono visitatori stranieri. 

Per tutti la Sacra Scrittura comprende il Tanach (Antico Testamento) e il Nuovo Testamento, perché per loro la Bibbia è interamente ebraica e Parola di Dio. 

Celebrano la Santa Cena in generale una volta al mese, il battesimo è proposto agli adulti che hanno creduto nel Messia, lo praticano per immersione, come nella Chiesa primitiva. 

Non si trova mai la croce nei loro luoghi di culto, mentre si trova la menorah (il candelabro a sette braccia), la stella di Davide, qualche volta uno shofar, la bandiera d'Israele ed altro. 

Lo svolgimento del culto è praticamente lo stesso come nelle assemblee evangeliche: momenti di lode a Dio, lettura di una parte del testo biblico con appropriato sermone, preghiere e testimonianze; non mancano lo Shmah, la benedizione dei Cohanim (sacerdotale) e il Padre Nostro. 

Generalmente, le donne sono esenti dalla predicazione e dalla direzione del culto, mentre sono incoraggiate al servizio per i bambini. 

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